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Tonalestate 2003 Un bello e orribile mostro si sferra

4 luglio 2010 Nessun Commento

Tonalestate si svolge quest’anno, all’interno di una breve vacanza, a Ponte di Legno (Brescia), dal 31 luglio al 5 agosto. Durante le giornate di Tonalestate, si pongono (a personalità del mondo artistico, culturale, letterario, religioso, scientifico o sociale che accettano di intervenire) domande che, di fronte all’inadeguatezza a immaginare e a prevedere il futuro, possano poi giungere almeno a più profondi e ultimi interrogativi circa l’uomo e il suo significato.

Quest’anno, sotto il titolo di “Un bello e orribile mostro si sferra”, Tonalestate desidera riflettere sul tema della tecnica, argomento che riveste una particolare attualità; infatti, assistiamo sgomenti a pretese di onnipotenza della tecnica in fatti che, utilizzando le tecniche più avanzate, mettono in pericolo l’uomo e la vita, anche a livello mondiale, fatti che, come diceva il papa, ci portano a guardare al futuro con un senso finora ignoto “di intima paura”.

L’UOMO
Da questa “intima paura”, sorgono le domande sulla trasformazione delle forme tradizionali di cultura a opera dell’organizzazione tecnologica, le domande sull’organizzazione scientifico-tecnologica dell’esistenza come forma unica di speranza per l’uomo, le domande sociopolitiche sulla fondazione schematica, tecnocratica e burocratica del mondo e di un’Europa che fatica a riconoscere le proprie millenarie tradizioni. Questo sistema scientifico-tecnico e la civiltà della tecnica, che tendono a togliere di mezzo il proprio senso, cioè l’uomo, estendendosi all’intero pianeta, che faranno dunque di noi? Che faranno delle forme tradizionali di civiltà e di cultura?
L’organizzazione tecnologica della civiltà, per sopravvivere e dominare, dovrà impedire che l’uomo abbia un significato e una salvezza che siano “altro” dalla tecnica stessa? Le grandi forze mondiali (se sono, oggi, più di una) non sono forse già gigantesche strutture di amministrazione scientifico-tecnologica del mondo, il cui dominio è tanto più efficace quanto più gli eventi sono isolati? Nella civiltà della tecnica, l’organizzazione scientifico-tecnologica dell’esistenza diverrà l’illusoria forma di speranza certa per l’uomo (che deve pur vivere con un significato)?
Ed è proprio per fare riferimento all’uomo distrutto nel suo essere, nel suo vivere e nel suo corpo (che sarebbero soltanto, allora, strumenti provvisori di amore e di dolore tra due nulla) che Tonalestate ha scelto come icona l’immagine di Edvard Munch (“Autoritratto in uno stato di tormento interiore”), immagine che presenta il dramma dell’uomo.

UN BELLO E ORRIBILE MOSTRO SI SFERRA
Tonalestate ha scelto, quindi, come titolo di quest’anno il verso di uno scritto di Giosué Carducci (“Un bello e orribile mostro si sferra, corre gli oceani, corre la terra…”), appositamente da lui stilato in avversione alla chiesa; ai tempi, quell’inno fece scalpore, ma si rivela oggi nella sua infondatezza, ingenuità e superficialità, poiché la tecnica e il progresso (che il poeta ottocentesco poneva ottimisticamente a salvezza dell’umanità) si rivelano, sempre più, come minacciosi (e come ancor più pericolosi proprio perché “belli”).
Tonalestate cercherà di porre l’attenzione su tali aspetti del mondo della tecnica, mondo “bello” (perché portatore di speranze) e mondo “orribile” (se incontrollabile potere dato in mano al potere). E non lo spirito ottimistico e ingenuamente materialista di Carducci, ma intenti culturali di approfondimento e interessi umani di speranza animano Tonalestate, che desidera, come già negli anni passati, essere un tentativo culturale per risvegliare l’attenzione e cogliere gli elementi che possano muovere la civiltà verso un positivo.

LA TECNICA
Tutte le tecniche, pur nascendo da un interesse per l’uomo e pur parlando di qualcosa che si riferisce all’uomo, tendono sempre più a rivendicare la propria autonomia rispetto a ciò che è umano; è il distacco della scienza e della tecnica dall’uomo. Le scienze tendono infatti a isolare campi via via particolari e “specialistici” di oggetti (politica, società, linguaggio, gene, sesso, eccetera), frammentandoli per ambiti: è il tentativo di interpretare ogni aspetto della realtà sulla base del modello meccanicistico. Ma l’uomo e la sua esistenza sono proprio come una macchina? Le varie forme del sapere scientifico si vedono ancora in relazione all’uomo come esistenziale mistero? La tecnica non rischia forse di divenire il principio e il punto di riferimento di ogni forma di cultura, di civiltà e di salvezza, sostituendo ogni dio? Di fronte a queste domande, Tonalestate cita, al proposito, la frase del filosofo Martin Heidegger: “Ormai, solo un Dio ci può salvare”. E, con questa non pessimistica ma realistica constatazione, devono risorgere la speranza e la possibilità di un nuovo inizio, poiché, come dice ancora Heidegger parafrasando Hölderlin, “là dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva”, cioè, dove il bene sembra assente, proprio questa impressione di assenza è la prova della sua presenza.

L’ACQUA BENE COMUNE
All’interno di Tonalestate, si parlerà anche dell’acqua, di una gestione sostenibile della risorsa idrica e delle politiche sull’acqua, per difenderla come diritto umano, per ricordare che oggi oltre un miliardo e mezzo di persone non ha accesso all’acqua potabile e per promuovere comportamenti responsabili da parte delle istituzioni, del mondo produttivo e dei singoli cittadini rispetto all’emergenza idrica.

LA PACE
All’interno di Tonalestate, inoltre, una giornata è sempre stata dedicata alla pace. E, nella consapevolezza del fatto che l’unica forma capace di spezzare la spirale dell’odio sia il perdono, il quale si oppone al rancore e alla vendetta, ma non alla giustizia (la vera pace, infatti, è opera della giustizia), si incontrano a Tonalestate, come già gli scorsi anni, per confrontarsi e ascoltarsi davanti al pubblico, vari esponenti di situazioni di conflitto (per esempio, da Israele, dalla Palestina e da altre zone).

LA VACANZA
Ma va anche ricordato, infine, che Tonalestate si svolge durante una vacanza estiva, nella quale, quasi controcorrente, prevale il genio dell’amore e del rispetto dell’altro, piccolo segno di umanità positiva, che rende possibile l’incontro fra personalità, studenti, universitari, giovani, professori, professionisti, lavoratori, famiglie, volontari, responsabili di associazioni provenienti da vari Paesi del mondo e popolazione locale con i turisti suoi ospiti; e questo è forse l’aspetto più affascinante di Tonalestate. 

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