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“Refaire la renaissance: necesitas mis manos”

8 agosto 2010 Nessun Commento

Non è possibile, nella situazione di spaventosa disuguaglianza sociale e di grave ingiustizia che esistono nel mondo, pensare alla fraternità in senso solamente morale. Essa deve ritrovare un contenuto e un significato tradotto in azione concreta e questa azione deve essere collettiva. L’avvocato belga Jan Fermon ha raccontato esempi della sua professione nei quali la difesa dei diritti civili ha significato infrangere un mistificante senso della fraternità con cui si può imprigionare, con uno stipendio, un uomo, una famiglia, una città. Forme di tardiva assistenza economica possono dare l’idea di essere garantiti nella sussistenza, nella salute, nello sviluppo collettivo e di avere, pertanto, accanto dei fratelli, mentre si rivelano venefiche pillole di sfruttamento. Il celebre processo Eternit che si sta celebrando a Torino è di esempio. Esso è però anche d’esempio per la nascita di nuove forme di fraternità che hanno consentito di costituirsi parti civili e combattere ingiustizie anche molto private, come il cancro contratto da un padre di famiglia che non può permettersi di abbandonare un lavoro mortale.
La parlamentare Birgitta Jonsdottir è fra i promotori della Icelandic Modem Media Initiative (IMMI), legge del Parlamento islandese che intende favorire nel mondo intero la libertà di espressione e di informazione. Una tale iniziativa politica è difesa di un movimento, nato in Islanda dopo il collasso economico che ha portato il Paese alla bancarotta, per consentire ai cittadini di avere un peso indipendentemente dai partiti.
Avere le informazioni è necessario, ma che fare di esse? Occorre decidere su che tipo di mondo vogliamo vivere. In Islanda si sta tentando di convocare la gente ad esprimersi in merito alla stesura della nuova carta costituzionale. E’ uno dei molti, possibili modi di cambiare le cose nella società civile e politica, modi più semplici di quelli che hanno regolato la struttura sociale che è deflagrata, ma più condivisi e partecipati dalla gente.
Uno sguardo anche sulla ricca e potente Germania è stato proposto da Heinz Bierbaum, economista, sindacalista, esponente di Die Linke. Descrive contraddizioni sociali molto alte a causa di bassi salari, lavoro precario e decisioni politiche soggette per lo più alla pressione delle Istituzioni economiche internazionali. La crisi economica e finanziaria ha ricevuto impulso da una redistribuzione del reddito verso l’alto e da una tassazione gravante soprattutto sui redditi da lavoro lasciando al di fuori i grandi profitti finanziari. E’ ormai evidente che non si può rinunciare a una forma di società più sociale e solidale che non escluda gran parte dell’umanità, ma anche la sinistra europea pare essere assente da questo obiettivo e non sa come farsi carico di questo compito.
C’è ancora molto spaesamento e frammentazione, come il TONALESTATE ha già denunciato, ma è possibile anche incontrare persone e aggregazioni che vivono la politica come servizio alla giusta convivenza e al giusto progresso umani, persone e aggregazioni che sono antagoniste allo strumentalismo e all’atomismo generati dal mercato e dallo Stato burocratico e tecnologico. Si può intravedere, in molte parti del mondo, seppur sottaciuto, il tentativo di costruzione di realtà comunitarie e umane che, al loro interno, sperimentino un tipo di vita e di rapporti diverso e nuovo rispetto a quello che vanno a fronteggiare. Guardando a tali tentativi, diffondendone l’informazione, sostenendone l’azione o semplicemente lasciandosi interrogare da una prospettiva diversa, si è aiutati a superare i fattori fondamentali che degradano la vita comune, lasciandovi serpeggiare quell’individualismo superficiale che è indotto dal potere e che distrugge la libertà, l’uguaglianza e, in primo luogo, la fraternità.

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