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La frase di Bertold Brecht. Una poesia nella tradizione orale.

29 giugno 2011 Nessun Commento

Si tratta in realtá di una poesía che é circolata oralmente per vari anni in Germania. A crearla, é stato Martin Niemoller, prigioniero dal 1937 al 1945, filo-hitleriano agli inizi del regime e poi via via sempre piú decisamente antinazista. La traiettoria culturale di questo pastore protestante tedesco é diversa da quella della maggior parte degli uomini: normalmente, succede che uno sia molto rivoluzionario da giovane e poi, quando giá l’etá e l’esperienza rendono meno abili al rischio, si diventa conservatori. Ma per Niemoller non fu cosí. In occasione del suo novantesimo compleanno, Niemoller parló della sua evoluzione da “arciconservatore” a “rivoluzionario” (parola con cui amó definirsi), aggiungendo, con fresca ironia, che se fosse arrivato ai cent’anni, sicuramente sarebbe diventato anarchico. Ai cent’anni non ci arrivó, peró ci lascia un esempio di come non addormentarsi su quel che si sa o su quel che si é fatto.

La poesía di Niemoller passava di bocca in bocca, secondo il piú bel metodo di trasmissione della cultura viva. Non diede mai una trascrizione del suo poema, che via via modificava nelle varie conferenze che diede dopo la fine della guerra. La vedova di Niemoller, morto il marito, ci ha lasciato una versione scritta della poesía, una versione dunque forse “definitiva” che risulta essere la seguente: “Prima di tutto, vennero a cercare i comunisti e non dissi niente, perché non ero comunista. / Poi, vennero a prendere gli ebrei e non dissi niente, perché non ero ebreo. / Poi, vennero a prendere i sindacalisti, e non dissi niente perché io non ero sindacalista. / Poi, vennero a prendere i cattolici, e non dissi niente perché io ero protestante. / Poi, vennero a prendere me, peró non c’era piú nessuno che dicesse nulla”.

La trasmissione orale ha il grandissimo (e meraviglioso) vantaggio di permettere che, secondo la storia personale, ció che é efficace e bello venga attualizzato, seguendo appunto quel metodo tanto vivo (e che oggi l’accademicismo ha tanto distrutto) della midrash o del pesher. Perció Brecht, se mai usó davvero questa frase (che suppongo gli sia attribuita perché la nettezza del linguaggio, la mancanza di sentimentalitá e la ferrea logica del racconto sono tipici di Brecht), forse la fece sua e tolse ció che voleva togliere e aggiunse ció che voleva aggiungere.

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