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Uscì il seminatore a seminare

6 agosto 2011 Nessun Commento

Lorenzo Milani, come è raccontato nelle 25 vele della Fondazione che porta il suo nome, esposta dal Tonalestate nella scuola elementare di Ponte di Legno, è l’immagine dell’uomo nuovo. Non solo un grande educatore, non solo una sacerdote, non solo profeta, l’UOMO. Le sue qualità umane e le sue capacità erano lampi che svelavano l’unità del suo essere e del suo vivere.

Passò la sua esistenza nel posto più umile e dimenticato d’Italia e, a parte qualche vero amico, non ebbe alcun sostegno né dal mondo ecclesiastico né dall’ambiente colto e raffinato da cui proveniva per famiglia. E scrisse: “mi ha dato una famiglia grande, misericordiosa, legata a me da tenerissimi e insieme elevatissimi legami” e ai suoi ragazzi diceva: “ho voluto più bene a voi che a Dio ma ho la speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto”.

Le fotografie e le didascalie della mostra servono a conoscere un uomo che ha segnato la storia non in modo folcloristico ma nel modo di quelli che, per la loro testimonianza e presenza, lasciano il tempo e le cose non più com’erano. La scuola di Barbiana fu il luogo di tali cambiamenti, ben oltre, ma attraverso, coloro che la frequentarono. “Ecco dunque l’unica cosa decente che ci resta da fare: stare in alto (cioè in grazia di Dio), mirare in alto (per noi e per gli altri) e sfottere crudelmente non chi è in basso, ma chi mira basso. Rinfacciargli ogni giorno la sua vuotezza, la sua miseria, la sua inutilità, la sua incoerenza”.

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