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Esposizioni di Tonalestate 2012

27 luglio 2012 Nessun Commento

L’imprevisto è la sola speranza

L’artista a volte viene graziato. Un incontro umano riuscito risveglia il desiderio vero di una vita piena, di qualcosa a cui dedicarsi e per cui lasciare tutto, per cui scommettere la propria vita. Allora egli esce dal suo letargo, dai suoi schemi perfetti, dalle sue perfette strutture. Accade che un’azione ancora incompiuta nel suo svolgersi venga interrotta da un fatto nuovo, di diverso, di altro rispetto ad ogni progetto. Questo è il tema che le esposizioni di Tonalestate 2012 intendono affrontare: l’imprevisto che viene a cambiare lo sguardo dell’artista, l’imprevisto che lo “ converte”, termine che, nel linguaggio militare, indica appunto un cambiamento di direzione fisica. Si va allora alla questione unica, quella dell’esserci, per un certo tempo, su questa terra. A chi e a cosa dedicare la vita? Aspettiamo un incontro, qualcuno che venga a cambiare l’uomo vecchio, a trasformarlo, a renderlo nuovo. Un amico, un imprevisto, un ideale, al quale dedicare la propria vita, per il quale l’artista guarda alla sua opera come a un compito.

a Ponte di Legno

Takayoshi Shibata, Francesco Fontanesi, Vladimir Sabillon
“Ma pe‘tte, sole pe‘tte, esce dall’anima me”, Hotel Mirella, Ingresso Salone Paradiso

Se l’arte non è segno di una ricerca non può dirsi tale. Se l’arte non produce un moto nel cuore dell’uomo, non ha senso. L’“ars gratia artis”, “l’art pour l’art”, si dimostra un ideale sterile in questo mondo pieno di ingiustizie imposte che sepelliscono nello profondo il desiderio umano di giustizia, un mondo pieno di risposte limitate alla domanda infinita dell’uomo: e io chi sono? Cosa sono venuto a fare? Che motivo ho di esistere? Ciascuno di questi tre artisti ha una storia diversa, tanto da sembrare ironico il loro essere insieme. Il loro lavoro ha pero’ la stessa coscienza: non esaurirsi nella pura ricerca del bello, ma camminare spediti verso la ricerca della verità. Aristotele dirà: “Platone è mio amico, ma la verità mi è ancora più amica”. Questa ricerca può essere destata solamente da un incontro umano riuscito, da un incontro personale che non evada dalla domanda dell’uomo, un incontro che ascolti il desiderio d’infinito del cuore e che tuttavia sappia rivelarsi in un particolare incontrabile. Un incontro capace di radunare un giapponesse, un italiano e un honduregno. Chi sei tu straniero, que abiti le isole desolate del mio cuore? Chi sei tu che fai si che esca dall’anima mia un canto che non si può trattenere?

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“Manifesto di una storia, Vol 2: Tonalestate 2001-2012”, Sala Consigliare, Piazzale Europa

Passeggiare, davanti ai 12 poster delle prime edizioni di Tonalestate, é, per noi che abbiamo vissuto quest’isola di resistenza, una “pace che il mondo irride, ma che rapir non puo’”. Ed é, allo stesso tempo, il “manifestarsi” di una storia che ci é stata donata per grazia, e che si manifesta non solo a noi che abitiamo quest’isola, ma a ogni uomo che lo voglia. L’esposizione dei manifesti delle precedenti edizioni ha una dimensione storica. I 12 anni di Tonalestate raccontati non a parole, sempre cosi inadeguate ai fatti, ma per immagini, “manifesta” il fatto che sempre, là dove si esce da sé per incontrare l’altro nella sua umanità più profonda, l’amore genera un’azione, un lavoro. Si ha allora un fatto storico. Tonalestate é dunque fatto storico e il suo esserci “manifesta” che nella storia occorre ancora lavorare e imparare.

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“198 scatti fotografici” mostra dei calendari dell’associazione I Sant’Innocenti, Sala Consigliare, Piazzale Europa

Come due amici di lunga data che si incontrano e rievocano, vivendolo ancora, il passato, così Tonalestate invita l’Associazione I Sant’Innocenti a esporre i 198 scatti fotografici che, nel corso del tempo, hanno dato vita ai calendari dell’Associazione, editi per sostenere il quotidiano lavoro di ISI nel mondo. 198 immagini che raccontano di un’umanità, di uomini nuovi, dell’incontro con l’Altro. 198 immagini che testimoniano di vite dedicate, spese per la costruzione di una vera comunità umana, partendo da condizioni di estrema precarietà, partendo da chi é emarginato dal mondo, da chi é calpestato, nella sua dignità umana, dall’uomo vecchio. Sono scatti di fotografi molto noti e di giovani incuriositi di fronte allo svelarsi di una realtà che grida l’ingiustizia insieme alla forza della fraternità, l’orrore del male insieme alla grandezza della lotta inesausta per la difesa dell’uomo. Sono volti e storie, sono documenti di oltraggi alla dignità umana e manifesti di realtà libere dalla barbarie.

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al Passo del Tonale

Kei Nemoto
“Analogia dello spirito nel quotidiano”, Hotel “La Mirandola”

Osservando attentamente lo straordinario lavoro del maestro Nemoto, scorgiamo la meraviglia manifestarsi nel quotidiano. A Tonalestete 2012 espone alcune stampe che ricordano la pittura metafisica dei primi anni di Giorgio de Chirico, dove gli oggetti sono come in ascolto. La mente corre anche a un dipinto ancora più emblematico: “ l’attesa” di Felice Casoratti. Tutto è nel giusto luogo, come nella speranza che qualcosa avvenga. Nemoto esprime l’oggettività dell’ amore: quando si ama, ci si organizza. L’amore crea. Questa è la silenziosa domanda del Maestro Kei Nemoto: se ci sei, mostrati a me, io sono in ascolto.  La bellezza è per entusiasmare al lavoro, il lavoro è per risorgere.

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