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UWASE Beata

1 luglio 2012 Nessun Commento

Beata UWASE è una ragazza di 23 anni, studia medicina a Roma (si vorrebbe specializzare in ginecologia), viene dal Rwanda. Il primo giorno del genocidio ruandese e la sua vita intera sono intrecciati alle tante vite degli altri che l’hanno aiutata e regalato giorno dopo giorno un futuro incerto ma possibile. Una bambina ferita che ha attraversato le mille colline del suo paese (così è chiamato il Ruanda, sull’altopiano dei Grandi Laghi), i check point, le milizie, i campi profughi, per giungere alla sua nuova vita italiana. Grazie all’associazione Progetto Ruanda Beata – come tanti altri bambini orfani del genocidio che tra aprile e luglio 1994 ha visto morire quasi un milione di persone di etnia tutsi o hutu moderati – può raccontare il miracolo che ha vissuto nell’essere risparmiata dalle milizie dell’Interahamwe e la determinazione del volere sopravvivere che le ha permesso di affrontare le peregrinazioni e superare i rischi di un paese intrappolato nella follia del genocidio.

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