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Il passatore tra le due rive dello scontro

8 agosto 2013 Nessun Commento

Forse quello che uno fa nella vita è il frutto di ciò che è stato seminato in lui. È quello che possiamo vedere, tra molte altre cose, in coloro che partecipano ai lavori del Tonalestate di quest’anno.

Figlio di ebrei polacchi e dell’Alsazia, Michel Warschawski ha dovuto sin da bambino attraversare i confini per trovare un posto dove abitare in pace. Questa sua esperienza lo riporta all’immagine del traghettatore fra due rive. Attraversare può essere pericoloso ma indispensabile se si vuole passare dall’altra parte. E’ un’immagine che  invita al moto, a non restare tranquilli a non farsi fermare dai muri e dalle frontiere. In questi ultimi anni è diventato portavoce a livello internazionale del conflitto in Palestina, partecipando ai recenti Forum Sociali Europei a Firenze, Parigi e Londra. Egli stesso ci ha spiegato, con frasi semplici, il suo rifiuto di una società dell’apartheid in cui ciascuno rimane rinchiuso a casa sua. Sono società destinate a morire perché sono luoghi dove non c’è sviluppo.

Cosa bisogna far passare? Prima di tutto l’informazione di ciò che succede vincendo il primo nemico che è quello di non voler sapere. È poi compito del traghettatore far passare le idee, tutte le idee che nascono su entrambe le rive. Si può, infine, traghettare un altro modo di vivere.

Facendo riferimento più concretamente al tema del linguaggio, il fondatore dell’Alternative Information Center di Gerusalemme, ha ribadito che occorre anche una lingua di passaggio, che possiamo paragonare a un lasciarsi contaminare, non restare puro ma piuttosto influenzato dall’esterno e dal diverso. E’ un lessico tutto da costruire ricercando parole che anche l’altro possa capire.

In questo lasciarsi contaminare ci è stata proposta una certa pedagogia, quella del ascolto che non è imposizione ma accettazione; quell’atteggiamento che vuole capire non per semplice concessione ma come condizione per costruire una comunità che può portare l’uomo a diventare talmente diverso da essere nominato proprio un uomo nuovo.

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