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La povera gente e la bestia

5 agosto 2013 Nessun Commento

La cronaca e i sondaggi parlano, ovunque in Europa, un linguaggio sinistro fatto di parole e simboli che volevamo per sempre relegate nei ricordi più bui e tristi della storia. Formazioni politiche e lobbies che riprendono un sentimento settario ed emarginante si fanno largo in tutto l’Occidente.

Dominique Vidal vede le specificità di ogni Paese ma soprattutto evidenzia alcuni punti comuni.

La crisi economica che ha dilagato ha prodotto:

Una sofferenza impossibile da accettare, la quale spinge a un ripiegamento individualista che vorrebbe assurdamente difendersi da tutto ciò che è altro da sé.

Un razzismo verso ebrei, gitani e mussulmani che serpeggia ad est come ad ovest.

Una chiusura sulla propria nazione spiega  le resistenze verso politiche comuni europee e verso la globalizzazione.

Non si sono trovate ancora buone politiche a confronto con i bisogni reali e tale incapacità di trovare soluzioni lascia spazio alla manipolazione delle paure.

Se la realtà è tale, offre altresì nuove possibilità alla libertà di ricostruirci. L’ascesa della mentalità della paura, del sospetto, dell’arroccamento può e deve essere combattuta efficacemente.

I modi sono nelle mani di ognuno, di tutti coloro che resistono alla sirena di una tranquilla vita solitaria, assediata da un mondo che preme inevitabilmente. Sono ugualmente nelle mani di chi rifiuta soluzioni pressapochiste e non le avvalla nelle cabine elettorali. Sono nei cuori di chi già opera per un’economia più solidale, per la restituzione della dignità del lavoro, per l’offerta di prospettiva a questa generazione nuova che la grande finanza ha deciso di bruciare.

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