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Per un’opera sociale e politica

8 agosto 2013 Nessun Commento

Matteo Riva è un giovane consigliere regionale in Emilia Romagna.

Ha deciso di presentare il motivo del suo impegno in politica con un titolo molto comunicativo: se immaginarlo ti affascina, figurati farlo.

Si occupa di un territorio limitato ma con la consapevolezza che non è possibile un impegno pubblico senza mantenere un’apertura molto attenta sul mondo e su tutte le vicende umane. Riconosce innanzitutto di aver preso la decisione di fare politica smosso anche dalla frequentazione dell’esperienza culturale e del Tonalestate. La politica fu l’argomento dell’edizione del 2005. Si riconobbe alla politica vera un “principio superiore”: l’opera a favore della piena realizzazione dell’uomo.

Riva aggiunge quindi che poter lavorare per tale realizzazione, che sente innanzitutto come imperativo per sé, lo considerò un impegno verso tutti.

Ma l’esperienza di questi anni di lavoro politico gli suggerisce anche che tale primaria spinta ideale ha un nemico molto agguerrito in una mentalità che spezzetta l’uomo nei suoi molti, pur giusti, bisogni per poterlo meglio manipolare. Il risultato è che ciascuno o ciascun gruppo mira a propri progetti e diritti, strumentalizzando tutto al proprio fine, senza alzare lo sguardo a considerare le conseguenze a livello generale, al livello cioè del bene comune.

Tale mentalità è disumanizzante e schiavizza la persona servendosene in particolar modo quando diviene un elettore. E’ di tutta evidenza come in tale logica vengono alimentate molte paure che, oggi, sempre più, rinchiudono le persone in loro individuali ghetti distruttivi del tessuto sociale, perciò di una convivenza libera e democratica. Riva ritiene, pertanto, che nell’azione politica sia indispensabile, come primo passo, trovare il modo di liberazione da tale opprimente e infingardo potere del “divide et impera”.

Su quale via deve perciò ricercarsi il cambiamento? Certamente scombinando il quadro, diversamente da come si è fatto in Italia con la creazione dell’ultimo governo per passare dalla finzione alla risposta: la realizzazione dell’umano nella sua complessità.

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