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In ricordo di Andrej Mironov

30 maggio 2014 Nessun Commento

Ricordiamo Andrej Mironov, amico del Tonalestate e presente nelle edizioni del 2006/2007/2008/2009, con una lettera di Giorgio Fornoni pubblicata su corriere.it

TE-mironov

di Giorgio Fornoni
No, Andrey no, non ci credo,… non è possibile! È ancora notte fonda, sono alla Masù in montagna, e mi raggiunge una telefonata dell’amico Pino che dice: «…ma quell’Andrey che è morto in Ucraina con il fotografo italiano Rocchelli è per caso quel tuo amico interprete russo?».

Il cuore va subito in gola e mi precipito sull’ipad alla ricerca di notizie. Non sono buone, sono contrastanti, forse non è morto, forse non sono morti. Telefono a Mosca a suo fratello Alexander, il quale mi dice che anche lui ha avuto notizie dalla TV russa: «Sono stati uccisi, sono morti… ed un giornalista francese che li accompagnava è solo ferito».

Dovevo essere anch’io con loro. «Sotto le elezioni del 25 maggio vengo, vi raggiungo». Dovevo finire un lavoro cominciato proprio un mese fa con Andrey a Kiev, a piazza Maidan incontrando la Timoshenko… ma un problema improrogabile mi ha fatto slittare la partenza.

A fine aprile Andrey, da Kiev, non è tornato a Mosca dove viveva, ma è venuto con me a casa mia ad Ardesio. Dopo qualche giorno è stato ospite a casa di Andrea Rocchelli e lì avevano ripensato ad un ritorno in Ucraina. Andrey, amico per tante vicende e per tante storie, l’avevo incontrato nel 2003, nel pomeriggio di un afoso agosto, solo un’ora dopo che avevo intervistato Anna Politkovksaja nel suo ufficio della Novaja Gazeta a Mosca.

Ho subito capito la sua forza d’animo e i suoi sentimenti per le ingiustizie e le sofferenze e soprusi che i deboli devono sopportare. Mi propose di fare un’inchiesta sulle armi di distruzione di massa: era a conoscenza dei depositi di armi biologiche, vicino a Novosibirsk, e di armi chimiche, stoccate a tonnellate nei depositi non molto lontani da Mosca. Ne uscì, nel 2004, un’importante inchiesta per Report, denuncia di questi gravi pericoli non solo per la Russia ma per il mondo intero.

Con lui ho viaggiato in lungo e in largo per tutto l’ex impero sovietico, raccogliendo immagini e testimonianze di incredibile umanità. Lui mi ha fatto incontrare Gregory Pomeranc, amico di Solgenitsin e di Shalamov, grande testimone sopravvissuto ai gulag, ricavandone un documento importante trasmesso a Raitre. Lui mi ha accompagnato nei gulag più tristemente celebri, dalle isole Solovki alla Kolima, a Vorkuta, al Kazakistan. “Per non dimenticare”, mi diceva, “e che la memoria non sia solo per la Shoah”.

Molto interessante anche il viaggio in Transiberiana: sei giorni, sei notti e nove fusi orari, di ritorno da Vladivostok verso Mosca. Di ogni regione e di ogni città mi raccontava le bellezze e le sofferenze. Conosceva molto bene quei posti: lui era nato a Irkutsk, sul lago Bajkal. Mi aveva accompagnato in quella lontana capitale perché dovevo raccogliere immagini di sommergibili nucleari dismessi e arrugginiti per un aggiornamento dell’inchiesta di Report.

Mi accompagnò nell’inchiesta sul gas e provò grande stupore quando entrammo nel grattacielo sede del potere energetico russo, Gazprom, per intervistarne il portavoce.

Più volte viaggiammo in Cecenia per un’inchiesta sui giornalisti russi di prima linea dopo la morte della Politkovskaja e di Natalya Estemirova. E a malincuore a Grozny mi seguì per intervistare Ramzan Kadirov, il temibile presidente ceceno.

Tanti altri personaggi e tante altre regioni incontrammo e viaggiammo insieme in questi dodici anni… Amavamo, dopo il lavoro, sederci in un ristorante georgiano a bere birra e mangiare khachapuri per condividere una lotta per i diritti umani di cui lui era grande attivista da sempre. È stato membro attivo del Memorial di Mosca; negli anni ottanta venne imprigionato e nel 2003 “aggredito dal kgb e preso a bastonate”, mi raccontava…

Camus scrisse: “Ho capito che non basta denunciare un’ingiustizia. Bisogna anche dare la vita per cambiarla” e Andrey questo l’ha fatto. Perciò grazie Andrey, per tutti i suggerimenti e tutto il lavoro che mi hai permesso ed aiutato a realizzare, eri un vero amico…mi mancherai.

Questa che segue è una mail che Andy Rocchelli mi scrisse il 24 aprile per propormi il viaggio in Ucraina

—-Messaggio originale—-
Da: andy.rocchelli@
Data: 24-apr-2014 16.38
A: <g.fornoni@t>
Ogg: Andy Rocchelli / CESURA

Buonasera Giorgio abbiamo un amico in comune: Andrey Mironov è stato un piacere averlo finalmente qualche giorno a casa mia a Pavia dopo tante storie passate assieme…volevamo ripartire per l’Ucraina ma purtroppo non si sono verificate le condizioni necessarie per farlo principalmente economiche lui è ora a Roma e io sto raccogliendo i soldi necessari per produrre indipendentemente la storia sarebbe molto interessante andare a breve in Ucraina andrey lo paghiamo a metà e divideremmo le spese che ne dice?
Andy Rocchelli
26 maggio 2014 | 12:20

FONTE: corriere.it

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