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L’esperienza dolorosa del popolo cileno raccontata da Isabel Parra

6 agosto 2014 Nessun Commento

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(Emozioni tra il pubblico)

I popoli latinoamericani hanno trovato nei propri cantanti l’espressione delle sue fatiche e delle sue speranze. Così hanno detto al teatro di Vermiglio, nella serata del 4 agosto, Isabel Parra e Roberto Trenca, figlia lei della mitica Violeta Parra, estimatore lui della nuova canzone cilena iniziata dalla stessa Violeta Parra.

Una testimonianza sulla esperienza dell’esilio compiuto da tanti cileni negli anni della dittatura di Pinochet che ha rotto tutti i rapporti umani che si erano coltivati prima e che erano l’eredità del popolo cileno.

I partecipanti hanno ascoltato il racconto degli avvenimenti da cui sono nate molte canzoni e conosciuto nomi e luoghi che li hanno trasportati in un periodo storico che ha visto la strage di innocenti colpevoli soltanto di andare da soli sulle strade, incapaci e inconsapevoli del pericolo che significava essere un uomo libero con dei sogni e dei giusti desideri di pace e felicità, gli stessi desideri che abitano i cuori di tutti e che quelle canzoni sanno risvegliare.

Il momento più alto e coinvolgente è stato quando Isabel ha intonato, seguita da tutto il pubblico, “Gracias a la vida”, una canzone con tanti riferimenti storici e anche simbolici a una domanda che non è soltanto dei singoli, ma di tutto il popolo riunito dal desiderio di giustizia e che canta quelle parole facendole proprie, parole che prospettano storie di popoli nuovi.

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