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PINELLI Claudia

9 agosto 2014 Nessun Commento

Claudia Pinelli non ama molto rilasciare interviste. Per la prima volta, nel 2010, ha parlato alla piazza al termine della manifestazione di sabato 11 dicembre, per ricordare le vittime della Banca nazionale dell’Agricoltura (12 dicembre 1969) e suo padre Giuseppe Pinelli.
 Ancora non sa cosa sia successo veramente quella notte in questura e, forse, non lo saprà mai.
Quando suo padre morì, Claudia aveva 8 anni e sua sorella Silvia 9.

Quella sera, 15 dicembre 1969, racconta, “noi siamo state svegliate da mia madre che era stata avvisata da alcuni giornalisti che sono arrivati a casa durante la notte.
Mia madre telefona in questura per sapere perché non è stata avvisata e le rispondono “perché non abbiamo tempo”.
Telefona a dei nostri amici che vengono a prendere me e mia sorella per portarci a casa loro.
Uno di questi amici sarà quello che accompagnerà mia madre in ospedale e che, poi, andrà a ritirare il motorino di mio padre.
Perché mio padre era stato invitato dal commissario Calabresi a seguirlo in questura.” Dopo la morte del padre, lei e la sorella, Silvia, hanno cambiato scuola, cambiato casa. Licia, sua madre, ha trovato un incarico presso l’università.
”Avevamo i fotografi che ci seguivano.
Mia madre ha sempre impedito che ci fosse un approccio con noi e di questo non la ringrazierò mai abbastanza.
Noi non siamo andate al funerale di mio padre. Forse questa è una cosa che poi è mancata per aiutarci a elaborare il lutto. Ma posso capire la scelta di mia madre, per non esporci”, dice Claudia in una intervista.

Dopo la morte del padre, la madre, Licia Pinelli ha cominciato la sua battaglia per la verità: riunioni, ricerca di un avvocato, doveva “trovare una strada per ribellarsi alle verità che ci venivano imposte”.
L’unico processo che c’è stato, in cui si è discusso della “strana” morte di Giuseppe Pinelli è quello intentato da Calabresi  contro Lotta continua per diffamazione.

La prima denuncia di Licia Pinelli è a dicembre del 1969, contro la questura per diffamazione, per le dichiarazioni che hanno fatto Pinelli.
Nel ‘71 denuncia tutti i poliziotti presenti in questura in quel momento per sequestro di persona, perché quello di suo padre era un fermo illegale. Ci sarà l’amnistia. Dopo l’assassinio di Calabresi, anche la famiglia Pinelli è stata nuovamente tormentata da telefonate anonime e minacce. Nel 2009 la famiglia Pinelli (Claudia e Licia) ha incontrato la famiglia di Calabresi per la prima volta, dopo tutta la vicenda, al Quirinale, davanti al Presidente Napolitano. Dopo quel momento Licia non ha piu’ parlato in pubblico, lasciando il testimone alle figlie Claudia e Silvia.

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