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Marcello Buiatti: “Le diverse vite e le volontà connesse”

6 agosto 2015 Nessun Commento

4 agosto 2015, martedì

HOMO MENSURA?
mattino
sala consigliare, ponte di legno

 

 

16.45 Marcello Buiatti
biologo, docente all’Università di Firenze
“Le diverse vite e le volontà connesse”

Professor Buiatti, lei ha scelto come tema della sua relazione lo stesso del Tonalestate, ma come interrogativo: “voluntas mea?”. Perché?

Il titolo di questa presentazione, trattandosi della vita o, meglio, delle vite, presuppone che gli esseri viventi siano tutti di fatto auto-determinati e quindi capaci di possedere una loro specifica volontà indipendente dalle loro connessioni con altri viventi e con il substrato non vivente ( aria, acqua, terra).

Questo è totalmente falso, perché tutti gli esseri viventi sono connessi e interagenti.

La vita fin dall’inizio è andata aumentando la sua complessità aggregando, dividendo in compartimenti e stabilendo connessioni fra molecole che interagiscono in una cellula, cellule interagenti in colonie e tessuti, organismi che interagiscono nelle popolazioni, popolazioni che interagiscono negli ecosistemi, ecosistemi che interagiscono nella Biosfera.

Le interazioni e la comunicazione sono fra i componenti di ogni livello della organizzazione gerarchica e fra livelli, per cui, di fatto, tutti i componenti di tutto il sistema comunicano fra di loro in modo più o meno mediato.

Per esempio, i movimenti e le comunicazioni delle piante sono stimolati dall’esterno, e servono alla pianta per vivere. Una voluntas mea positiva, dunque, ma indotta.

Perciò, anche dal punto di vista biologico, nessuno è capace in assoluto di determinare il proprio destino?

Le faccio un esempio: la formazione di sinapsi deriva dal legame fra neuroni e dal passaggio di segnali da un neurone all’altro che poi si possono stabilizzare. Le sinapsi che si mantengono sono quelle che, alla fine della catena di neuroni, percepiscono segnali umani. Quindi, il nostro cervello è organizzato dalle interazioni con altri esseri umani e cambia continuamente, fino alla morte.

Il comportamento etico è influenzato in modo non prevedibile dagli umani vicini e questo dialogo inizia nella mamma ed è fortemente influenzato dal suo stato durante la gestazione: infatti feto e mamma soffrono o godono insieme quello che succede.

Il modo di pensare e la volontà non è mai “mea”, ma cambia continuamente ed è interattiva.

Non esiste quindi una unica volontà ma ognuno di noi cambia.

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