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Hanno detto di noi

5 luglio 2016 Nessun Commento

Riportiamo brani di conversazioni avute con alcuni dei Relatori presenti nell’edizione 2015 e raccolte dai giovani partecipanti durante le pause dei lavori.

Marcello BUIATTI. Tutte le vite sono complicate, anche la mia, però non lo sono sempre, non sono sempre cattive, possono anche essere belle. La vita è meravigliosa, però ci vogliono delle aperture, ci vogliono dei momenti nella vita in cui uno si ricorda per primo di essere vivo e che si hanno intorno tutti gli altri esseri viventi e che “insieme” viviamo. Sono qui perché queste giornate mi danno un’emozione impressionante, di gioia tra questa gente che esiste e che voi siete capaci di mettere insieme e di far colloquiare tra loro, ed è una cosa meravigliosa.

Aldo GIOBBIO: Di questi tempi un luogo come questo non è il caso di perderlo di vista. È un motivo sufficiente a spiegare perché sono qui?

Giorgio FORNONI: perché continuo a venire qui? Innanzitutto perché mi invitano, ma poi perché credo di aver instaurato con loro una forma di amicizia. A confronto di molte organizzazioni, vedo che questi non nuotano nei soldi, nuotano nelle idee e nei sogni, e questo, per me, è una cosa veramente positiva per l’uomo e per tutta l’umanità. Ho fatto, tempo fa, un’inchiesta per Report sulle organizzazioni non governative in cui ho messo in evidenza e denunciato le contraddizioni umanitarie. Qui vedo che non girano soldi, girano molti sogni e c’è molta umanità e questo è quello che voglio mettere in evidenza. Io conosco l’Associazione I Sant’Innocenti dal 2001, da quando ho fatto un lavoro sul terremoto successo in El Salvador. Su suggerimento di una loro amica che conoscevo ho cercato quei “ragazzi italiani” che si erano subito messi al lavoro. Mi trovavo in Messico, ho preso l’aereo, sono andato giù e ho raccolto le loro testimonianze. Da allora sono rimasto amico dei Santi Innocenti, un’amicizia che mi porta qui.

Gian Guido FOLLONI: Tonalestate è un luogo di scambio profondo di storie tra persone che sono diventate amiche quindi che hanno imparato ad ascoltarsi reciprocamente. Credo che questo sia il modo più efficace per imparare e anche conoscere le cose che uno non conosce, per conoscere cose diverse, e soprattutto per considerarle con attenzione cioè con quanto è necessario per fare in modo queste esperienze, con cui entri in contatto, possano diventare parte della tua vita.

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