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Presentato a Reggio Emilia il Tonalestate 2016

26 luglio 2016 Nessun Commento

vol_cstampaTE16Il Tonalestate 2016 è stato presentato sabato 23 luglio a Reggio Emilia nella bella Sala dei marmi del Museo civico cittadino. La rassegna che si aprirà a Ponte di Legno il 3 agosto prossimo è dedicata all’eredità o, più propriamente, alle eredità. Sono forse esse unicamente depositi di memorie in cui il passato viene accatastato?

Se la manifestazione, giunta alla sua diciassettesima edizione, si svolgerà nella cornice delle Alpi della Val Camonica, il motivo della sua presentazione a Reggio Emilia lo ha spiegato Nazario Ferrari, responsabile del Centro culturale One Way. Le radici del Tonalestate affondano in una piccola compagnia di giovani, sorta per iniziativa del Professor Giovanni Riva, nel 1964, a Reggio Emilia, precisatasi poi, nel 1967, col nome di “One Way”. Un’esperienza che si è arricchita nel tempo di uomini e donne provenienti da molti Paesi delle Americhe, dell’Asia e dell’Europa.

Il loro ritrovarsi in una vacanza estiva è stata l’occasione per suscitare molte domande a riguardo del mutare della situazione mondiale ed è stata ricerca di voci con cui confrontarsi e testimoni da ascoltare. Paola Eletta Leoni, Direttore del Centro Studi di Tonalestate e Rettore dell’Università messicana ICTE, ha ricordato che il Tonalestate è questo luogo di ascolto e confronto fra persone, gruppi e comunità che vivono dentro la realtà, cercando sempre uno spunto positivo per mettere in atto un lavoro in comune e portarlo avanti insieme. Ed è da queste esperienze concrete che veniamo a conoscere davvero e a fondo i drammi da cui è afflitto il nostro tempo, le ferite di chi in esso vive e le possibilità di risposta. Seguendo tale metodo, il tema di ogni anno del Tonalestate non è produzione di dotti ed esperti intellettuali o di analisti specializzati, ma ricerca e confronto fra docenti, rappresentanti di associazioni, amici di una storia antica di impegno sociale accanto ai bisogni più veri degli uomini.

Siamo davanti alla notte dell’umano, Un mundo sin mañana , o “io sono ciò che sarai”, domanda il Tonalestate 2016? Lo fa anche con l’immagine dei due noti anziani dipinti da Grant Wood e con i versi di Giuseppe Ungaretti che invoca l’angelo del povero pur fra tante ingiuste morti, nel sangue e tra le oscurate menti degli uomini d’oggi.

Alcuni di questi interrogativi sono stati fatti propri da Raniero La Valle nel suo approfondimento in merito all’eredità.

Facile può essere la considerazione di partenza di fronte ad una cronaca fatta di lutti e disprezzo della vita umana: abbiamo costruito un mondo peggiore; abbiamo consentito che si sviluppassero dottrine sul criterio del nemico da combattere e abbiamo alimentato la cultura della vendetta nel sangue. Ma portiamo in noi due eredità preziose: l’esperienza politica e quella religiosa. Per entrambe è indispensabile discernimento per saper accrescere o ricusare le verità che conservano e gli errori che hanno generato. Perché la politica non ci è data come destino, non è un dato di natura il potere della finanza e il regime solitario che si impone anche nelle nostre democrazie. Essa è piuttosto una nostra fattura, ed è il solo strumento che il popolo ha per contrastare questa notte dell’odio che si diffonde sulla terra. Il suo esercizio, oltraggiato da Caudilli nostrani e internazionali, è divenuto strumento di divisione mentre dovrebbe tendere a costruire unità, perché solo l’unità dei popoli può trovare le forme per la convivenza, per la giustizia e per la pace. La Valle ha citato vari esempi del nostro passato: la nascita e lo sviluppo del costituzionalismo, le conferenze internazionali come i primi anni dell’ONU o la Conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa nel 1975 che chiuse la Guerra fredda.

Si può attingere da tale lascito d’esperienze? È la memoria che deve diventare sovversiva, giacché il monito che porta con sé è che si può vincere o si può perdere ma si deve lottare sempre e questa lotta dipende dalla decisione personale di impegnarsi, compito urgente e non più rimandabile. È il “principio superiore” di cui già nel 2005 si discuteva al Tonalestate ed è il monito con il quale Raniero la Valle ha dato appuntamento al numeroso pubblico per il 6 agosto nella Sala Consigliare di ponte di Legno, giorno in cui si concluderà l’edizione 2016 del Tonalestate.

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