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Itinerari/arte

31 luglio 2016 Nessun Commento

Museo del MONTOZZO
Percorrendo da Ponte di Legno, la statale del Passo del Gavia si attraversa un bel tratto della Val Camonica fino ai m. 1763 di Case Viso. Da questo primo incantevole traguardo, per chi sa godere del cammino a piedi, si potrà raggiungere, con un’escursione possibile a tutti di un paio d’ore, il lago del Montozzo superiore posto a 2478 metri.
La zona è stata tra i teatri di guerra nel Primo grave conflitto mondiale; qui vi era la trincea italiana occupata dai battaglioni degli Alpini a baluardo e difesa dei villaggi sottostanti e qui sono ancora presenti tante tracce di quei duri momenti.
Tra il 1915 e il 1918, sulle cime dell’Adamello- Brenta si è combattuta la Guerra bianca. Oggi, nel pianoro del Montozzo, ci si può soffermare ad ammirare gli avvistamenti di aquile, marmotte, caprioli e camosci stanziali del Parco naturale dello Stelvio, ma anche rivolgere un ricordo agli alpini che combatterono su queste montagne. E’ stato infatti recuperato a museo un piccolo alloggio dei militari nel quale sono conservate le vestigia della vita al fronte, i resti ritrovati nelle trincee e sulle creste delle montagne, pannelli informativi e foto d’epoca. La sosta darà spessore al ricordo giacché la memoria è monito e incitamento a chi sa accoglierla nel presente.

VAL SOZZINE
Il secondo itinerario del tutto naturalistico porta in Val Sozzine per arrivare a una sorprendente cascata poco nota ma molto suggestiva: la cascata dell’Acqua Seria. Il Parco naturale dell’Adamello offre qui uno dei suoi boschi rinfrescanti dove raccogliere funghi e mirtilli. Ci si arriva da Ponte di Legno sulla statale verso il Passo del Tonale. Ma si può anche affrontare la pista ciclabile con inizio da Ponte dietro il nuovo impianto della funivia per il Tonale.
E su e giù per la Val Camonica noi suonerem l’armonica e balleremo un po’..” ci lasciamo invitare dal canto popolare di queste parti e diamo appuntamento alle serate degli spettacoli del Tonalestate a Ponte di Legno e Vermiglio.

Sentieri d’Arte

Percorrendo la strada statale 42 del Tonale, da non perdere la visita alle chiesette che conservano gli affreschi dei Baschenis, famiglia di pittori itineranti e delle loro botteghe di frescanti operanti nelle valli del bergamasco e del trentino nel XV secolo.

Cominciando da Pellizzano, in Val di Sole, la piccola chiesetta di Santa Maria delle grazie si annuncia con uno splendido protiro cinquecentesco nella cui volta a vela, Simone Baschenis, ha dipinto i quattro Evangelisti a far da corona all’Annunciazione (1533) del timpano.

Facilmente raggiungibile sulla SS 239 è il paesino di Pinzolo, nei pressi della rinomata stazione di Madonna di Campiglio, nella cui chiesa cimiteriale di San Vigilio è conservata l’opera più celebre di Simone: la Danza macabra. L’affresco è dipinto sul muro esterno, per 21 metri, ben visibile a chiunque si trovasse a passare. “Io sont la morte che porto corona/sonte signora di ogne persona/et cossì son fiera forte e dura/che trapasso le porte e ultra le mura..” è l’iscrizione che incornicia il dipinto in cui una processione di imperatori, signori, cardinali, mendicanti, monaci, soldati e popolani, tutti trafitti dal dardo della morte, danzano ognuno con uno scheletro beffardo che porta un cartiglio con versi di giudizio che li riguardano. La sfilata, dietro al Cristo crocifisso, si chiude con la Morte seguita dall’Arcangelo Michele e dal demonio che stringe il libro dei vizi capitali. Dipinto pedagogico sulla vita più che rappresentazione della morte. Nell’interno della Chiesa si offre uno splendido catino absidale interamente affrescato dal medesimo Baschenis.

Altra sosta, alla scoperta del celebre pittore, è a Carisolo per ammirare, nella chiesa di Santo Stefano, la leggenda di Carlo Magno e il suo leggendario passaggio in Val Camonica.

Dopo la visita alla chiesa di Pellizzano, con una agevole strada asfaltata di circa 6 km o lungo il pittoresco sentiero degli Gnomi, si raggiunge il “Lago dei caprioli”. Ci si trova intorno ai 1300 m di quota. La passeggiata attorno al lago è rigenerante e consiglia certamente la visita ai ristoranti e ai pic-nic nella natura per gustare i favolosi prodotti tipici trentini e le profumate grappe.

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