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Eredi di una storia contemporanea. La rivista di One Way Centro America.

11 agosto 2016 Nessun Commento

www.centroculturaloneway.org

Nel 2013, quando al Tonalestate si parlò dell’imbroglio nel quale si stava corrompendo la comunicazione, il Centro culturale One Way, che opera in, Honduras, El Salvador e Ciudad de Guatemala, presentò il proprio lavoro culturale insieme al “giornale di bordo”. Un notiziario che documentava le iniziative che via via crescevano nelle città, dentro le università, perfino nelle piazze e nei mercati.
Quest’anno, i ragazzi di One Way hanno portato diversi documenti della ricchezza del loro lavoro ma soprattutto hanno presentato una interessante novità. Il Centro Culturale One Way ha iniziato una rivista bimestrale.
Quitzé Sabillon, docente universitario e artista honduregno, è uno dei redattori e a lui abbiamo chiesto di conoscere meglio tale progetto.

Cosa è cambiato rispetto al notiziario con il quale avete iniziato?

Il Tonalestate è un momento fondamentale per il nostro lavoro e dopo le conclusioni del 2009 abbiamo pensato che anche in Centro America si dovesse continuare a riflettere e dare occasioni per approfondire i fatti e creare momenti di incontro tra le persone. Le prime iniziative sono state cicli di conferenze riprendendo i temi del Tonalestate. Non volevamo, però, che andasse perduto il dialogo che nasceva in quei momenti e così abbiamo iniziato a pubblicare la “Bitácoras” per raccogliere le principali attività che svolgevamo a Tegucigalpa e San Salvador. Ma, via via, abbiamo cominciato ad occuparci di ogni altra sollecitazione culturale che ci veniva dal contesto sociale non solo delle nostre terre. Le pagine crescevano per dare spazio alle molte cose di cui eravamo avvertiti anche dagli amici che operano in Europa e Giappone. Per noi fare cultura coincide con l’interessarci all’uomo e per questo abbiamo arricchito “Bitácoras”.

Da chi è fatta la redazione e come lavora?

C’è stata una grande novità da due anni a questa parte. Da Ciudad de Guatemala altri collaboratori si sono legati al nostro lavoro e ciò ha dato nuovo respiro al nostro progetto. Ma l’occasione per una rivisitazione di “Bitácoras” è venuta ancora entro il Tonalestate. Nel 2015 abbiamo portato al Convegno una mostra di grafica e fotografia sul bollettino. E’ stato un momento di discussione preziosa con i tanti amici presenti e il momento nel quale abbiamo ripreso il motivo fondamentale del nostro agire. Il fatto di ragionare insieme sui fatti prima di prendere le decisioni sugli articoli da pubblicare, ci ha fatto capire che il nostro lavoro maturava. Così da un bollettino mensile stiamo dando forma a una rivista, per ora bimestrale. La redazione è centroamericana e ognuno scrive i propri pezzi ma, ogni settimana, ci troviamo per “correggere”, nel senso etimologico del termine, cioè per “reggere insieme” e per completare il menabò. A San Salvador posso citare i nomi di Claudia, Andrea, Lucia, Benedetta, Samuel, Nicolò; in Tegucigalpa Daniela, Maida e io; a Città del Guatemala Maria Teresa e Alejandro. Siamo una bella redazione multidisciplinare.

Il mondo trabocca di notizie ma mi pare che OW faccia delle scelte di pubblicazione. Con quale criterio?

Innanzitutto proseguiamo il resoconto dei cicli di conferenze di cui siamo promotori come Centro Culturale. Abbiamo però un editoriale, una “Primera plana” dove presentiamo una notizia di rilievo internazionale. Abbiamo poi inserito alcune rubriche per l’arte e la letteratura. Particolare cura riserviamo anche all’inserto “Renacer junctos” che presenta il mondo del volontariato e della cooperazione internazionale, dando voce non tanto alle iniziative “filantropiche”, quanto piuttosto agli interventi di reale e continuativo aiuto ai bisogni dei più poveri. Seguiamo, cioè, quelle notizie che trasmettono una vita, che raccontano della vita della gente nelle gioie e nelle difficoltà, non tanto le opinioni e le teorie degli intellettuali. Ciò che ci interessa è il tentativo che pongono in essere le persone che sono coinvolte con ciò che affermano e cerchiamo di documentarlo, di darvi voce, di diffonderlo. Certamente siamo attenti a tutte le notizie che ci danno occasione per approfondire un giudizio di valore sui fatti che ci coinvolgono nel vissuto quotidiano.

Chi vi finanzia?

Nessuno. Viviamo del nostro impegno. Sebbene questo crei qualche impedimento sulle decisioni più spicciole, per esempio circa le modalità e la diffusione (per ora siamo solo una rivista web) siamo consapevoli che a noi è stato offerto questo compito e che non farlo sarebbe una mancanza per la nostra personale e comune esistenza. Sentiamo di dover portare avanti un compito e ce ne vogliamo assumere la responsabilità.

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