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Libreria Tonalestate 2016: Ortodossia, Gilbert K. Chesterton

5 agosto 2016 Nessun Commento

Estratto dalla presentazione fatta ad Agropoli da Giuseppe de Marco, responsabile della casa editrice “Officina delle 11”

L’uomo, cioè tu, io, noi, ha il duplice bisogno di vivere a casa sua e del Mistero.
Il testo affronta i capisaldi di questo percorso in nove capitoli
Due di questi li possiamo lasciare quali tracce di riflessione approfondendo gli spunti ascoltati durante il TE.

il materialista individualista.
Per questo tizio, tutto ha origine in sé. La realtà è una proiezione dell’io, che fa l’io. Quindi, sua madre e suo padre non esistono per davvero, ma sono create da egli stesso. Frase sentita anche da coloro che dicono che tutto è un sogno (tipico dei filosofi agnostici di epoca romana). GKC fa una disamina di questi atteggiamenti che altro non sono che un estremo individualismo, per poi concludere dicendo che il Cristianesimo è centrifugo, cioè scoppia.

Vediamo ogni giorno l’accanirsi di questa moda di pensiero in pretese assurde, uno stravolgimento del concetto stesso di diritto. In questo modo la persona è legge a sé stessa e può fare quello che vuole. Anzi, di più: essa chiede allo Stato che gli si garantisca questa pretesa. La pretesa deve fondersi nel diritto. E quando questa pretesa trova il complotto del potere giornalistico, è facile capire quanto venga avvalorata per motivi puramente di potere.

L’esortazione del capitolo è questa: scendete dal treno! Se volete trovare una via d’uscita non c’è altro modo. E’ inutile continuare a girare nel proprio cerchio. Ci vuole un taglio netto. ci vuole una decisione, cioè volontà e fede.

Il terzo capitolo, secondo me, è dedicato ai giovani. Cioè coloro che vivono l’età delle domande.

L’atteggiamento giusto per C. è quello del patriota: occorre amare il mondo perché è la nostra casa. E più è triste più bisogna amarlo. E questo sentimento di patriottismo cosmico è reale e concreto perché è soprannaturale. Ed è anche ciò che ha fondato le civiltà. Esse sono nate attorno a un altare, non attorno a un contratto sociale. Cioè, il sentimento del patriottico è simile a quello dell’amante: è irrazionale. Ovvero soprannaturale. L’amore infatti non ha regole.

Proprio questo produce le riforme, le rivoluzioni, il nuovo. È l’adesione all’esterno da sé, un incatenamento che produce libertà “l’amore non è cieco, è incatenato. E più è incatenato, meno è cieco”.

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