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C’è da vergognarsi d’esser felice da solo

7 Agosto 2019 Nessun Commento

Con l’artista, pittore giapponese, Takayoshi Shibata è iniziata la sessione dedicata alla posizione religiosa. Shibata espone anche al Tonalestate due delle opere che faranno parte di una personale in programma a Nagoya da 10 al 16 Ottobre prossimi dal titolo “Compagnia”. I suoi quadri dipingono una presenza amorevole in mezzo all’umanità; nascondono i cambiamenti del cuore, lo scorrere del tempo, le strade delle città degli uomini in cui Dio passa. Quelle città in cui, troppo affaccendati, gli uomini non posano lo sguardo su ciò che vale. Ma esiste una salvezza data dall’unità dei fratelli, una compagnia umana capace di far risorgere il cuore dal fondo dell’ignoranza sul significato della vita. Una compagnia, camminando nella quale, si può conoscere “il sacro”.

Il Rav. Jeremy Milgrom, rabbi for Human Rights, per ebrei e palestinesi, ritiene compito urgente costruire l’antidoto al diffondersi di una mentalità individualista, dimentica dell’origine comune degli uomini. Intravede possibile un patto di unità perché non abbiamo altro destino se non quello di costruire una nuova umanità.

Muhammad Bari, già presidente della Moschea di East London e del Consiglio Mussulmano di Inghilterra, vede come soluzione alla retorica del rancore e a una morale dell’orrore che si sta diffondendo, la presenza di nuovi leader orientati al servizio e non al potere. Leaders da formare nella pazienza di un’educazione, anche famigliare, tesa non all’esaltazione dell’individualismo, ma alla responsabilità del servire l’uomo, perché oggi “troppi piangono per non avere una vita dignitosa, come se fosse una cosa da domandare, invece che un diritto da garantire”.

Walter Kasper, cardinale già Prefetto del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha affrontato di petto il titolo del Tonalestate spiegando che il giudizio sull’uomo e sulla storia sarà inevitabile. La parusia di Cristo segnerà la vittoria della verità sulla menzogna, della giustizia su tutte le sofferenze, giacché Cristo viene come il crocefisso tra i poveri a chiedere conto a ognuno della propria responsabilità. Ma come il Padre misericordioso della parabola, verrà ad accogliere come benvenuto chiunque vorrà riconoscerlo quale salvatore. “Non abbiate paura – conclude il Cardinale- siete predestinati per la vita e per la gioia”.

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